“Senza” e “no”: un nuovo trend per la nutrizione sportiva?

I consumatori in Italia e altrove nell’Unione Europea sembrano avere un particolare apprezzamento per una serie di dichiarazioni di assenza: “no OGM” (“OGM free”), “senza coloranti artificiali”, “senza conservanti”, “senza dolcificanti artificiali “e così via. Negli alimenti comuni, queste serie di “dichiarazioni di assenza” sembra efficace per collegare l’immagine dei prodotti con un concetto di naturalità.

Soprattutto in Italia dove i consumatori, in particolare le donne con bambini, sembrano particolarmente attenti ad additivi o a tutto ciò che non è naturale, anche i cibi confezionati, come cereali per la colazione, che non appartengono alla tradizione alimentare italiana e sono relativamente omogenei in tutta l’Unione Europea, spesso vantano diversi claim di assenza.

Nel caso di prodotti di nutrizione sportiva, tali claim (che non sono disciplinati dal regolamento 1924/2006) non erano molto frequenti. “Aspartame free” o “assenza di lattosio” sono affermazioni piuttosto comuni, ma gli altri claim (“senza conservanti”) sono rare. I prodotti per sportivi sembrano essere mirati a consumatori che prediligono la tecnologia alla naturalezza, ed i prodotti stessi appaiono il risultato della miscelazione di varie sostanze che derivano dalla sintesi chimica o comunque prodotte in maniera sofisticata, certamente non disponibili direttamente dal ramo di un albero. Anche siero di latte non viene comunicato con belle mucche al pascolo in immacolati prati alpini.

Almeno in Italia, una nuova tendenza sembra avere inizio. Un’importante azienda di sports drinks ha avviato una campagna “No artificial”, sottolineando l’assenza di coloranti e dagli edulcoranti nel suo prodotto leader. Questo può essere collegato con il loro marchio diretto ai bambini di 8-12 anni, le cui madri possono acquistare il prodotto e che sono particolarmente sensibili alla “naturalezza” dei prodotti.

Qualunque sia la ragione, una nuova interessante tendenza potrebbe essere stato avviata.

Il Team Sports Nutrition

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One Response to “Senza” e “no”: un nuovo trend per la nutrizione sportiva?

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