Alimenti per sportivi vicini all’abolizione

La Commissione Europea ha presentato proposta formale di abolizione della categoria “alimenti per sportivi” perché non è stato possibile fissarne le caratteristiche a livello comunitario. La destinazione d’uso per sportivi ricadrà dunque nell’ambito nazionale, secondo l’interpretazione delle norme vigenti, mentre i prodotti saranno ricompresi in altre categorie, dagli integratori agli arricchiti. La proposta dovrà essere vagliata da Consiglio e Parlamento.

GABA: un novel food che suscita interesse e dubbi

L’acido gamma- amino butirrico (GABA) è uno dei più importanti neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale dei mammiferi.  Il GABA gioca un ruolo fondamentale nel permettere la riduzione dello stress mentale e fisico e nell’aumentare l’attenzione, in particolare nei periodi di sovreccitazione. E’ inoltre coinvolto nella regolazione dell’eccitabilità neuronale in tutto l’organismo umano, compresa ad esempio la regolazione del tono muscolare.

E’ noto a tutti che il meccanismo di azione del GABA viene sfruttato per la realizzazione dei cosiddetti ‘farmaci GABAergici’, primi tra tutti i principali ansiolitici, che agiscono da agonisti per il recettore del GABA.

Un’interessante recente tendenza è invece quella di utilizzare il GABA sintetico nel campo della nutrizione, sia per la formulazione di integratori alimentari, che per la produzione di alimenti arricchiti. Una recente pubblicazione uscita sulla rivista International Journal of Food Sciences and Nutrition and BioFactors, ha mostrato un esempio di possibile applicazione in campo nutrizionale del GABA; la ; Mitsubishi International Food Ingredients, cioè l’azienda che ha condotto lo studio, ha dimostrato che un particolare cioccolato arricchito con il GABA, ha avuto la capacità di ridurre lo stress psicologico e di aumentare il rilassamento e le difese immunitarie, riducendo l’ansia, nei soggetti sottoposti al test. Non è chiaro se l’aggiunta di una sostanza che agisce a livello del sistema nervoso centrale possa provocare effetti indesiderati per il consumatore, come ad esempio un eccessivo consumo dell’alimento.

Attualmente il GABA  è considerato un novel food dall’Unione Europea (partendo dal presupposto che l’interpretazione della legge sui novel food risulta sempre una questione piuttosto complessa) e  non può essere utilizzato nella formulazione di integratori alimentari o come ingrediente di alimenti, ma il 29 Settembre 2010 l’azienda italiano Giuliani SpA, ha richiesto all’Autorità per la Sicurezza Alimentare irlandese, l’autorizzazione per l’immissione in commercio (punto117 della lista).E’ necessario comunque puntualizzare il fatto che il GABA viene utilizzato negli Stati Uniti e potrebbe quindi essere venduto illegalmente in Europa.

Per quanto riguarda un eventuale utilizzo futuro del GABA nella formulazione di prodotti, tale azione deve essere valutata attentamente, a causa degli effetti a carico del sistema nervoso centrale. Noi raccomandiamo di essere cauti.

Armando, Sport Nutrition Team

Hylobates raccoglie il parere degli esperti in materia di politiche sui micronutrienti per EURRECA, una rete europea di eccellenza

Hylobates Consulting è partner di EURRECA, una rete di eccellenza finanziata dalla Commissione Europea che ha l’obiettivo di elaborare delle linee guida armonizzate per le raccomandazioni nutrizionali su vitamine e minerali. EURRECA sta sviluppando e applicando degli strumenti che aiuteranno l’EFSA, così come qualsiasi altra organizzazione incaricata dell’elaborazione e della revisione delle raccomandazioni nutrizionali su vitamine e minerali (in Italia è la SINU). Il consorzio è composto da scienziati, rappresentanti degli organismi che definiscono le raccomandazioni nutrizionali, le organizzazioni dei consumatori, le piccole e medie imprese e gli stakeholder più importatni di tutta Europa.

Le raccomandazioni nutrizionali ad oggi pubblicate mostrano una notevole diversità fra i paesi europei, nonostante le esigenze fisiologiche delle varie popolazioni siano molto simili. I motivi di questa variazione possono essere riscontare nelle differenze nei concetti e nella terminologia usata per esprimere queste raccomandazioni, negli indicatori dello stato nutrizionale e/o negli indicatori di salute utilizzati da parte di esperti per determinare un adeguato apporto, nei tipi di studi e riferimenti bibliografici utilizzati, ecc. Tuttavia, queste differenze a livello nazionale potrebbe generare confusione fra i decisori politici, operatori sanitari, industria alimentare e consumatori.

Questo è il motivo per cui si rende necessaria l’armonizzazione delle raccomandazioni nutrizionali. EURRECA ha condotto una ricerca su diversi gruppi di popolazioni per identificare i nutrienti per i quali vi è un urgente bisogno di revisione della dose raccomandata. Dieci micronutrienti sono stati identificati, vale a dire vitamina D, il ferro, folati, vitamina B12, zinco, calcio, vitamina C, selenio, iodio e rame.

Tre sono gli obiettivi chiave di EURRECA:

1. Produrre un insieme di standard fornendo una solida base scientifica per stabilire il fabbisogno di micronutrienti e per elaborare le raccomandazioni nutrizionali.

2. Focalizzarsi sulle esigenze di specifici gruppi vulnerabili: neonati, bambini e adolescenti, adulti, donne in gravidanza e in allattamento, anziani, persone con basso reddito e immigrati.

3. Valutare l’impatto dello status socio-economico, l’origine etnica, la variabilità inter-individuale e di vulnerabilità a causa di fattori genetici, fattori ambientali e dei fenomeni epigenetici.

Come membro del consorzio, Hylobates Consulting ha recentemente condotto in Italia una serie di interviste con esperti sulle politiche relative ai folati, allo iodio e alla vitamina D. L’obiettivo delle interviste è stato quello di investigare il processo decisionale relativo alle politiche di questi micronutrienti attraverso la valutazione delle assunzioni fatte nel processo di elaborazione delle politiche, delle evidenze scientifiche e della considerazione dei soggetti interessati e dei consumatori nel processo decisionale (un po’di background qui, purtroppo a pagamento). I risultati delle interviste condotte in Italia, insieme alle interviste degli altri paesi coinvolti, contribuiranno nell’insieme allo sviluppo di uno strumento che aiuti i decisori nello sviluppo di politiche sulla base di raccomandazioni armonizzate per i micronutrienti.

Antonella

Hylobates Science

Questo posto è una traduzione. Il post originale si trova qui.

Hylobates intervista 35 persone in Italia per il progetto Foodrisc

Patrick Wall, coordinatore di FoodRisC

Hylobates Consulting è uno dei quattordici partner del Progetto FoodRisC (Food Risk Communication –perceptions and communication of food risk/benefits across Europe – in italiano “Comunicazione del Rischiodegli Alimenti – percezioni e comunicazione dei rischi e benefici degli alimenti in Europa”), finanziatodalla Comunità Europea nell’ambito del 7° Programma Quadro.

Il progetto ha una durata triennale ed ha l’obiettivo di elaborare una mappa delle reti e delle fonti di informazione che contribuiscono all acomunicazione dei rischi e dei benefici degli alimenti in Europa. Il consorzio che gestisce il progetto ècostituito da istituti di ricerca, PMI, organizzazioni dei consumatori che nell’insieme rappresentano nove Stati Membri.
I progressi della ricerca sono stati discussi durante il secondo meeting del progetto che si è tenuto a Londradal 3 al 4 marzo 2011.
Hylobates ha portato a termine 35 interviste con i consumatori, esperti e stakeholder che sono state condotte in Italia.  Altrettante interviste sono state condotte da altri cinque partner del progetto (Belgio,Irlanda, Lettonia, Spagna, Paesi Bassi).

I risultati delle interviste di tutti i paesi coinvolti contribuiranno alla valutazione della comunicazione dei rischi e benefici degli alimenti tra i consumatori, esperti estakeholder che rappresentano diversi passaggi della filiera alimentare. In particolare, le interviste sarannoanalizzate per identificare le questioni che sono di maggiore interesse per i consumatori in relazione allacomunicazione dei rischi e benefici degli alimenti.
Più in generale, le aree di ricerca del progetto includono:

  • La caratterizzazione delle questioni relative al rischio e beneficio degli alimenti e le implicazioni perla comunicazione ad esse correlate
  • Il potenziale ruolo dei nuovi social medi nella comunicazione dei rischi e benefici degli alimenti
  • Il modo in cui i consumatori rispondono all’informazione che percepiscono come incerta,contraddittoria e che disorienta e sviluppare dei criteri rilevanti di segmentazione
  • L’applicabilità del concetto di ricerca dell’informazione nell’ideazione della comunicazione dei rischi e benefici degli alimenti
  • Mettere a punto delle modalità pratiche con cui tener conto di come i consumatori formano le loro opinioni e deliberano con l’obiettivo di fornire benefici sostanziali agli stakeholders nello sviluppo della comunicazione

I risultati della ricerca saranno utilizzati per fornire ai decisori politici, alle autorità nel campo alimentare e ad altri stakeholders degli strumenti di lavoro con lo scopo di facilitare la comunicazione efficace e coerentenel campo alimentare e quindi favorire la comprensione dei consumatori attraverso messaggi chiari.

“Senza” e “no”: un nuovo trend per la nutrizione sportiva?

I consumatori in Italia e altrove nell’Unione Europea sembrano avere un particolare apprezzamento per una serie di dichiarazioni di assenza: “no OGM” (“OGM free”), “senza coloranti artificiali”, “senza conservanti”, “senza dolcificanti artificiali “e così via. Negli alimenti comuni, queste serie di “dichiarazioni di assenza” sembra efficace per collegare l’immagine dei prodotti con un concetto di naturalità.

Soprattutto in Italia dove i consumatori, in particolare le donne con bambini, sembrano particolarmente attenti ad additivi o a tutto ciò che non è naturale, anche i cibi confezionati, come cereali per la colazione, che non appartengono alla tradizione alimentare italiana e sono relativamente omogenei in tutta l’Unione Europea, spesso vantano diversi claim di assenza.

Nel caso di prodotti di nutrizione sportiva, tali claim (che non sono disciplinati dal regolamento 1924/2006) non erano molto frequenti. “Aspartame free” o “assenza di lattosio” sono affermazioni piuttosto comuni, ma gli altri claim (“senza conservanti”) sono rare. I prodotti per sportivi sembrano essere mirati a consumatori che prediligono la tecnologia alla naturalezza, ed i prodotti stessi appaiono il risultato della miscelazione di varie sostanze che derivano dalla sintesi chimica o comunque prodotte in maniera sofisticata, certamente non disponibili direttamente dal ramo di un albero. Anche siero di latte non viene comunicato con belle mucche al pascolo in immacolati prati alpini.

Almeno in Italia, una nuova tendenza sembra avere inizio. Un’importante azienda di sports drinks ha avviato una campagna “No artificial”, sottolineando l’assenza di coloranti e dagli edulcoranti nel suo prodotto leader. Questo può essere collegato con il loro marchio diretto ai bambini di 8-12 anni, le cui madri possono acquistare il prodotto e che sono particolarmente sensibili alla “naturalezza” dei prodotti.

Qualunque sia la ragione, una nuova interessante tendenza potrebbe essere stato avviata.

Il Team Sports Nutrition

L’Italia notifica decreto sulle piante ammesse negli integratori alimentari

Il 3 febbraio 2011 il Ministero della Salute italiano ha notificato alla Commissione europea e agli altri Stati membri, ai sensi della direttiva 98/34/CE, che intende adottare un decreto sulle piante ed estratti vegetali che possono essere utilizzati negli integratori alimentari, come definiti dalla Direttiva 2002/46. Il testo del progetto di decreto è disponibile qui.

Il Decreto comprende circa 2000 piante che possono essere utilizzate in Italia e che attualmente non sono considerati Novel Food ai sensi del Regolamento 258/97. Un riferimento specifico al mutuo reciproco è riportato all’articolo 4.

Chi ha potuto visionare la precedente bozza del decreto noterà che le “altre sostanze ad effetto fisiologico”, come aminoacidi, creatina o carnitina, sono state eliminate, così come i riferimenti agli usi delle piante, al fine di agevolare il processo di adozione a livello europeo . L’indicazione degli usi tradizionali poteva essere in contrasto con il Regolamento claim, il Reg. 1924/2006.

Una decisione sul decreto è previsto entro i prossimi tre mesi e, se positiva, può fornire un sostegno benvenuto per il settore erboristico.

Il Team Sports Nutrition di Hylobates

NB: i link non sono necessariamente alla versione corrente del documento normativo citato.

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